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Cos' il cud?

Il Certificato Unico Dipendente (CUD) riguarda i lavoratori dipendenti, anche se con assunzioni a progetto, e i pensionati.

Nasce nel 1998 e sostituisce i modelli 101 e 201 precedentemente riferiti rispettivamente ai redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Viene consegnato ogni anno dal datore di lavoro o dal proprio ente pensionistico entro il 28 Febbraio e si riferisce ai redditi percepiti durante l'anno solare precedente. Se si sono accumulate prestazioni lavorative presso datori di lavoro diversi si riceveranno più CUD.

Il CUD è indispensabile per presentare la propria dichiarazione dei redditi, ovvero il 730 da inoltrare all'Agenzia delle Entrate. Non tutti i contribuenti sono obbligati a presentarla, basterà visitare il sito dell'Agenzia delle Entrate o rivolgersi a un CAF o al proprio commercialista per sapere in quale categoria rientriamo.

Come leggere il CUD?

La prima parte contiene i dati del datore di lavoro o dell'ente pensionistico, la parte A invece quelli relativi al dipendente o pensionato.

La parte B si riferisce ai dati fiscali e riporta al campo 1 il reddito lordo, al campo 5 la ritenuta IRPEF e al campo 6 l'addizionale regionale all'Irpef. Il valore totale delle detrazioni è specificato nel campo 113.

Nella parte C troviamo invece le informazioni relative al TFR (trattamento di fine rapporto) e quelle relative ai dati previdenziali e assistenziali INPS.

Infine l'ultima pagina del CUD riguarda la destinazione dell'8 per mille del 5 per mille e, dal 2014, del 2 per mille.

La sostituzione con il CU

Nel 2015 il CUD stato sostituito dalla Certificazione Unica (CU) che introduce una serie di novità al fine di semplificare le dichiarazioni dei redditi.

Nella nuova dichiarazione troveremo informazioni aggiuntive rispetto al CUD riguardanti le detrazioni per familiari a carico e le somme versate dal datore di lavoro nei fondi della previdenza integrativa. Chi non è obbligato a presentare il 730 dovrà quindi,se lo ritiene opportuno, limitarsi a compilare la parte relativa al 5, all'8 e al 2 per mille. Questa sezione infatti non è obbligatoria. Qualora il contribuente decida di non usufruire del diritto di scelta la somma relativa all'8 per mille sarà redistribuita in percentuale agli aventi diritto, mentre il 5 e il 2 per mille torneranno nelle casse dello Stato.

Naturalmente anche coloro i quali non sono obbligati devono presentare la dichiarazione dei redditi per usufruire di eventuali deduzioni e detrazioni a cui hanno diritto.

Le deduzioni si riferiscono alle spese che diminuiscono il reddito lordo su cui calcolare l'IRPEF dovuta dal contribuente allo Stato; le deduzioni invece decurtano direttamente la tassa stessa.

Le novità maggiori riguardano coloro i quali devono presentare la Dichiarazione dei Redditi. Infatti i dati contenuti nel CU saranno automaticamente trasferiti nel 730, al quale il dichiarante dovrà aggiungere solo le informazioni relative ad eventuali redditi extra non conteggiati e le detrazioni per spese sanitarie.

Da quest'anno il 730 sarà scaricabile online dal sito dell'Agenzia delle Entrate facilitando così il rapporto tra cittadini e Fisco. Nel caso in cui il contribuente non apporti modifiche al 730 precompilato, questo non sarà soggetto a controlli, se al contrario si dovessero apportare modifiche reddituali o si dovesse presentare il 730 nella maniera tradizionale, resta immutata la riserva di controlli fiscali a carico del dichiarante.

Le innovazioni introdotte dal CU

Anche il nuovo modello dedica la prima pagina ai dati anagrafici del sostituto d'imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) e del destinatario della certificazione stessa (dipendente o pensionato). Subito dopo troviamo i dati fiscali ovvero tutti i compensi ricevuti, assoggettati a tassazione ordinaria o separata o ad imposta sostitutiva.

Nella CU compare anche il cosiddetto "Bonus Renzi" visibile nel campo 119 della dichiarazione alla voce codice bonus. Principale novità del 2015 è la presenza dei dati relativi al proprio coniuge e ai familiari a carico del lavoratore. In questa sezione, infatti, compaiono le eventuali detrazioni a cui si ha diritto ad esempio nel caso di famiglie numerose o per la presenza di figli con disabilità.

Sempre nella terza pagina troviamo "le somme erogate per l'incremento della produttività del lavoro" si tratta di emolumenti percepiti come straordinari o premi di produzione che usufruiscono di un'imposta agevolata. Non tutti i dipendenti possono beneficiare di tale agevolazione, che è riservata a chi non supera un reddito pari a 40.000 €. Peraltro lo sgravio massimo è pari a 3.000 € lordi.

Nella sezione successiva troviamo i dati che riguardano il TFR e altre indennità. In questa parte della certificazione è quindi possibile conoscere l'ammontare del TFR maturato fino al 31/12 dell'anno solare precedente, è opportuno ricordare inoltre che il lavoratore può scegliere di ricevere il TFR in busta paga piuttosto che versarlo all'INPS o lasciarlo nelle casse dell'azienda.

L'ultima parte della CU riguarda i dati previdenziali e assistenziali INPS, in cui è possibile ricavare i dati necessari al calcolo della propria pensione. Questi sono quindi i dati più rilevanti che possiamo desumere dalla nostra dichiarazione. Inoltre nella sezione riguardante i dati fiscali possiamo rilevare quali siano e a quanto ammontino i nostri oneri deducibili e i nostri contributi di solidarietà.

Per particolari categorie appaiono i "redditi frontalieri" cioè derivanti da prestazioni lavorative effettuate in zone di frontiera che subiscono una tassazione differente e agevolata a seconda della loro entità. Va da sè quindi che è di estrema importanza imparare a conoscere la dichiarazione unica e capire come estrapolarne le informazioni che più ci interessano al fine di semplificare e migliorare il nostro rapporto col Fisco.

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