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L'8 per mille è obbligatorio?

L'8, il 5 e il 2 per mille riguardano le quote IRPEF destinabili dal contribuente a enti ecclesiastici, ad associazioni benefiche o ai partiti politici.

Destinazione 8 per mille: A chi va?

L'8 per mille nasce nel 1985 come sostituto della "congrua" che lo Stato italiano versava alla Chiesa come risarcimento per i beni confiscati e per il sostentamento dei preti. Esso indicava la percentuale delle imposte che i cittadini possono devolvere alla Chiesa Cattolica o allo Stato.

Solo in un secondo momento, a seguito di accordi con lo Stato e la Santa Sede, è stato concesso ad altre confessioni religiose di concorrere all'attribuzione dell'8 per mille. Inoltre la suddetta legge stabilisce le modalità e i fini per la gestione dei fondi ricevuti.

L'ultima parte del 730 riguarda appunto la destinazione dell'8 per mille, in questa sezione il contribuente sceglie a quale soggetto devolvere la propria quota del gettito IRPEF, compilando la scheda con i propri dati anagrafici e apponendo una firma sotto l'ente prescelto. Naturalmente anche coloro i quali sono esonerati dalla dichiarazione dei redditi possono effettuare la propria scelta compilando l'apposito modulo allegato al CU o al Modello Unico. Sono 12 al momento i destinatari previsti:

  • lo Stato,
  • la Chiesa Cattolica,
  • all'Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo giorno,
  • alle Assemblee di Dio,
  • alla Chiesa Evangelica Luterana,
  • alla Chiesa Evangelica Valdese,
  • alla Sacra arcidiocesi Ortodossa,
  • all'Unione delle Comunità Ebraiche,
  • all'Unione Cristiana Evangelista Battista,
  • alla Chiesa apostolica,
  • all'Unione Induista italiana,
  • all'unione Buddhista italiana.

La scelta dell'otto per mille è obbligatoria?

La destinazione dell'8 per mille non è obbligatoria. Il contribuente può quindi decidere di non compilare la parte ad esso relativa senza incorrere in alcuna sanzione o ammenda.

In questo caso la quota sarà ripartita proporzionalmente tra tutti i soggetti aventi diritto. La percentuale destinata ad ognuno è decisa in base alle preferenze degli altri cittadini.

Quindi se, ad esempio, un numero maggiore di contribuenti devolve la propria quota alla Chiesa Cattolica piuttosto che a quella apostolica la prima percepirà una quota maggiore dell'8 per mille dei contribuenti che non hanno selezionato alcun destinatario.

La ridistribuzione tra gli enti

Ad oggi meno della metà degli italiani esprime la propria preferenza, lasciando così che una buona parte del gettito IRPEF venga redistribuito tra i vari enti.

Nonostante dal 2006 sia specificato sulla dichiarazione dei redditi che l'8 per mille di chi non effettua alcuna scelta sarà redistribuito in maniera proporzionale, molti cittadini sono ancora erroneamente convinti che la quota non destinata tornerà nelle casse dell'erario.

Per altro dal 1985 ad oggi, visti gli aumenti dei redditi e delle tasse a carico dei cittadini, la cifra derivante dall'8 per mille è lievitata notevolmente.

L'ammontare totale dell'8 per mille supera il miliardo di euro, non fa scalpore, dunque, che la Corte dei Conti abbia voluto indagare sia sui metodi di attribuzione delle somme previste, sia sul loro utilizzo. Nel 2014, secondo i dati forniti alla Corte dei Conti dal ministero dell'Economia e delle Finanze, su un totale di 1.278.668.007,34 €, 1.054.310.702,18 € sono stati devoluti alla Chiesa Cattolica e solo 170.347.958,00 € sono rientrati nelle casse dello Stato. La cifra restante vede come destinatari la chiesa evangelica valdese, quella evangelica luterana, l'unione delle chiese cristiane avventiste, l'unione delle comunità ebraiche e le Assemblee di Dio in Italia.

Utilizzo dei fondi

E' ovvio che, in un periodo di crisi economica, la Corte dei Conti cerchi di fare chiarezza sull'uso delle somme percepite e sulla quantità di fondi destinati ai singoli enti. Vediamo nello specifico quali sono le attività per le quali i singoli soggetti utilizzano i fondi a loro destinati.

In generale lo Stato utilizza i fondi percepiti per fini sociali o umanitari, che vanno dalle calamità naturali ai beni culturali e negli ultimi anni ha utilizzato parte dei soldi ricevuti al fine di risanare il bilancio statale.

Le associazioni religiose sono più orientate verso interventi caritativi o assistenziali o verso attività volte all'integrazione.

La chiesa Cattolica, ad esempio, che nel 2014 ha beneficiato di circa l'80% dell'8 per mille totale, indica sul sito dedicato le tre finalità principali: esigenze pastorali, mantenimento dei sacerdoti, interventi caritatevoli in Italia e nel Terzo Mondo.

Differenze con il 5 per mille

La differenza più rilevante tra 5 e 8 per mille riguarda l'ammontare del 5 per mille non devoluto, ovvero la quota che fa riferimento ai cittadini che non esprimono la propria scelta nella dichiarazione dei redditi. Queste somme infatti non vengono ripartite tra gli aventi diritto, ma ritornano nelle casse dello Stato che decide come investirle.

Infine nel 2014 è stato introdotto il 2 per mille come finanziamento volontario ai partiti. Il contribuente può scegliere quindi di destinare una piccola parte delle tasse da versare ad uno dei partiti elencati dalla Commissione di garanzia preposta a redigere l'elenco. Anche in questo caso le somme non esplicitamente devolute vengono versate nelle casse dello Stato. Peraltro lo scorso anno solo 16.000 contribuenti hanno scelto di utilizzare questo strumento di finanziamento.

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